Ceuta, cosa sta succedendo: l’origine della crisi

La crisi migratoria a Ceuta ha raggiunto livelli allarmanti, con l’ingresso di migliaia di persone attraverso la frontiera. Questo evento, avvenuto il 30 luglio, rappresenta la situazione più grave degli ultimi cinque anni, simile a quella del maggio 2021, quando circa 8.000 migranti entrarono in Spagna dopo che il Marocco aveva allentato i controlli. In risposta alla crisi, l’Italia sta considerando la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.

Il governo spagnolo ha deciso di inviare soldati a Ceuta per garantire la sicurezza, con l’obiettivo di supportare la Guardia Civil. Negli ultimi giorni, le forze di controllo delle frontiere hanno recuperato dieci corpi senza vita nel mare, portando il totale a 38 morti quest’anno per tentativi di attraversamento.

L’aumento degli arrivi è stato innescato da una recente sentenza della Corte Suprema spagnola, che vieta i respingimenti immediati di chi arriva a nuoto. Da quel momento, il flusso di migranti è aumentato drasticamente, con migliaia di giovani marocchini e famiglie che hanno tentato di attraversare la frontiera senza essere fermati.

Nonostante le dichiarazioni del governo spagnolo riguardo a un accordo con il Marocco per il rimpatrio di tutti coloro che sono entrati illegalmente, il numero di ingressi ha continuato a crescere. Questo episodio riporta alla mente le tensioni diplomatiche tra Spagna e Marocco, già evidenti nel 2021, quando l’accoglienza di un leader sahrawi in Spagna aveva portato a una crisi bilaterale.

Le autorità spagnole, pur di fronte a richieste di chiusura della frontiera e di dichiarazione di emergenza, non hanno ancora adottato misure drastiche come in passato. Le relazioni tra i due paesi rimangono tese, complicate da eventi tragici come quello avvenuto a Melilla nel giugno 2022, dove molti migranti persero la vita nel tentativo di attraversare la frontiera.

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