Caso Ranucci: la banda chiede il confronto con i pm, proseguono analisi sui dispositivi di Lavitola

Caso Ranucci: la banda chiede il confronto con i pm, proseguono analisi sui dispositivi di Lavitola

L'interrogatorio richiesto dai quattro membri della banda accusata dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre a Pomezia, non si svolgerà prima della prossima settimana. Gli indagati, tutti originari dell'Avellinese e in carcere dal 30 giugno, hanno chiesto di essere ascoltati dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di piazzale Clodio.

La richiesta è arrivata dopo l'arresto di Valter Lavitola, che ha confessato di essere il mandante dell'attentato. Lavitola ha dichiarato di aver incaricato il suo collaboratore, Gomes Tavares, di trovare persone per un'azione intimidatoria, inizialmente prevista come un semplice sparo contro un muro. Tuttavia, l'azione si è trasformata in un attacco dinamitardo, che Lavitola ha considerato efficace per ottenere un aumento della scorta per Ranucci.

Le indagini continuano con l'analisi forense del cellulare e del computer sequestrati a Lavitola. I risultati potrebbero portare a nuove audizioni, incluso un possibile nuovo interrogatorio di Ranucci, già sentito in precedenza.

Nel frattempo, Ranucci ha smentito le notizie diffuse da Il Tempo riguardo al suo fratello Daniele, affermando che non ha mai ricoperto il ruolo di responsabile dell'archivio della Commissione parlamentare antimafia. Il direttore del quotidiano, Daniele Capezzone, ha replicato sostenendo che Ranucci ha confermato la sostanza delle informazioni pubblicate.

Inoltre, la giornalista Angela Camuso ha rilasciato dichiarazioni su presunti comportamenti inappropriati da parte di Ranucci, affermando di non essere stata l'unica a ricevere avances. Ha anche negato di essere stata querelata dal giornalista, sottolineando che non ha ricevuto alcuna comunicazione legale al riguardo.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità