Cacciamine italiani della missione Aspides si preparano per Hormuz
Nel Mar Rosso, la minaccia degli attacchi da parte dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, continua a rappresentare un rischio significativo per le rotte marittime strategiche. La missione europea Aspides, attiva da 28 mesi, ha scortato circa 700 mercantili in cerca di protezione.
A bordo della fregata italiana Bergamini, attualmente impegnata nella missione, un membro dell’equipaggio ha dichiarato che la nave sta fornendo protezione ravvicinata a un mercantile in transito dal Canale di Suez. La presenza della fregata è considerata un’azione di deterrenza efficace.
L’Unione Europea sta valutando di modificare il mandato della missione Aspides per includere l’impiego di cacciamine nello stretto di Hormuz, una volta concluso il conflitto. Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera europea, ha visitato le unità coinvolte nella missione e ha sottolineato l’importanza del consenso tra gli Stati membri. Ha anche riconosciuto il contributo significativo dell’Italia all’operazione.
Nel porto di Gibuti, sono ormeggiati due cacciamine della marina militare italiana, equipaggiati con veicoli subacquei per l’identificazione e la neutralizzazione delle mine navali, pronti a essere impiegati nello stretto di Hormuz.
