Borse in netto calo, Milano -2%
Dopo il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, gli investitori hanno registrato l’assenza di progressi significativi riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del petrolio ha ripreso a salire, con un incremento del 2,5% che ha portato il valore oltre i 108 dollari al barile, alimentando preoccupazioni per l’andamento dell’inflazione.
I rendimenti dei titoli di Stato hanno mostrato un aumento significativo, con il Btp italiano in crescita di 14 punti base e il Gilt britannico che ha registrato un incremento di 18 punti base, complicato dall’instabilità del governo di Keir Starmer.
Le borse europee hanno risentito di queste tensioni, con Milano che ha chiuso a -2,05%, dopo aver sfiorato il massimo storico il giorno precedente. Anche Francoforte ha subito un calo di oltre il 2%, mentre Londra ha segnato una diminuzione dell’1,84%.
A Piazza Affari, Stellantis ha visto il suo titolo scendere del 3% in seguito all’annuncio di un accordo con la cinese Dongfeng per la produzione di auto Peugeot e Jeep in Cina, sollevando dubbi sulle prospettive del gruppo. StMicroelectronics ha registrato una flessione di quasi il 6%, seguita da A2A e Prysmian, anch’esse in calo dopo i recenti rialzi.
Negativi anche gli indici statunitensi, con il Nasdaq in calo dell’1,66% e l’S&P 500 a -1,20%. Il calo nel settore tecnologico ha influenzato anche l’andamento del mercato asiatico, portando l’indice Kospi di Seul a chiudere con una discesa del 6%.
