Batterio mangiacarne trovato nello stretto di Messina, Iss: rischio basso in Italia

Batterio mangiacarne trovato nello stretto di Messina, Iss: rischio basso in Italia

Recentemente, il batterio Vibrio vulnificus, noto come "batterio mangiacarne", è stato rilevato nello Stretto di Messina. Tuttavia, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha rassicurato la popolazione, affermando che il rischio di contrarre un'infezione nelle acque italiane è estremamente basso. Le condizioni più favorevoli alla proliferazione di questo batterio si riscontrano principalmente nel Mar Baltico e nel Mar Nero.

La scoperta è frutto di una ricerca condotta dall'Università di Messina, che ha analizzato la diffusione del batterio nelle acque tra Sicilia e Calabria. L'allerta è aumentata a livello globale dopo che negli Stati Uniti sono stati segnalati oltre dieci casi di infezione, alcuni dei quali mortali. Infatti, circa una persona su cinque colpita da Vibrio vulnificus non sopravvive, e la diffusione del batterio è in crescita, in parte a causa dell'aumento delle temperature.

Il batterio può entrare nel corpo umano attraverso ferite esposte all'acqua salmastra o tramite il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti. L'ISS ha evidenziato che, nonostante la presenza del batterio in Italia, il rischio rimane contenuto grazie a fattori come la salinità delle acque italiane, che è superiore a quella ottimale per il batterio.

I sintomi di un'infezione da Vibrio vulnificus possono variare da gravi infezioni cutanee a sintomi gastrointestinali come diarrea e vomito. Le aree più a rischio rimangono quelle del Mar Baltico, del Mar Nero e di alcune zone del Mare del Nord.

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