Attentato a Ranucci, Lavitola davanti al giudice: nelle carte il piano per lanciarlo in politica

Attentato a Ranucci, Lavitola davanti al giudice: nelle carte il piano per lanciarlo in politica

L'arresto di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, segna un nuovo capitolo in una vicenda complessa che coinvolge aspetti giudiziari, relazioni personali e dinamiche politiche. Questa mattina, Lavitola si presenterà davanti al giudice per le indagini preliminari nel carcere di Rebibbia, in quello che rappresenta il primo passaggio processuale dopo la sua detenzione. L'imprenditore ha già respinto le accuse, dichiarandosi "sconcertato" per l'ipotesi di aver orchestrato l'attentato.

Le indagini si concentrano su un'ipotesi sorprendente: secondo la Direzione distrettuale antimafia di Roma, Lavitola avrebbe pianificato l'attentato non contro Ranucci, ma per accrescerne la notorietà e favorirne una futura carriera politica. Gli investigatori sostengono che il giornalista fosse ignaro di qualsiasi progetto, come confermato dal suo legale, Roberto De Vita, che lo descrive come vittima di un tradimento.

Le chat sequestrate agli indagati rivelano che Lavitola nutriva ambizioni politiche per Ranucci, esprimendo la convinzione che potesse diventare un leader nazionale. Messaggi inviati nel 2024 parlano di un futuro da "copresidente" e di un possibile discorso di Capodanno come simbolo di un ruolo istituzionale.

Parallelamente, Lavitola avrebbe anche considerato di commissionare sondaggi per valutare la popolarità di Ranucci, un elemento che si intreccia con il presunto movente dell'attentato. La situazione ha sollevato polemiche politiche, con il vicepremier Matteo Salvini che ha chiesto chiarezza sui rapporti tra i due, mentre Ranucci ha risposto accusando Salvini di volerlo sospendere dalla Rai.

Inoltre, proseguono le indagini su Gomes Tavares, considerato l'intermediario tra Lavitola e il gruppo che ha collocato l'ordigno. La Procura sta valutando la sua estradizione per chiarire ulteriormente le responsabilità. Infine, il Comitato Etico della Rai si è riunito per esaminare la posizione di Ranucci, con la relazione finale che sarà inviata all'amministratore delegato dell'azienda.

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