Amicizia e longevità. Iss: “Avere pochi amici fa male come fumare 15,5 sigarette al giorno”
Le amicizie non solo migliorano il benessere, ma possono anche contribuire a una vita più lunga. Secondo un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’isolamento sociale cronico è responsabile di circa 870.000 decessi all’anno nel mondo, un dato allarmante che si traduce in circa 100 morti ogni ora. Questo impatto sulla salute è paragonabile a quello di fumare 15 sigarette al giorno.
In occasione della Giornata mondiale dell’Amicizia, il 30 luglio, gli esperti sottolineano l’importanza di avere relazioni solide, che possono aumentare fino al 50% le probabilità di vivere più a lungo. Ilaria Lega, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, evidenzia che la solitudine è un fenomeno in crescita, con una persona su sei nel mondo che si sente sola. Tra i giovani, il dato sale a una persona su cinque, mentre nei Paesi a basso reddito quasi una persona su quattro è colpita.
Lega spiega che non sono solo i cambiamenti demografici e gli stili di vita a influenzare la solitudine, ma anche il modo in cui si costruiscono le relazioni, in particolare tra i giovani. L’uso dei social media può sia rafforzare i legami sociali se utilizzati per il confronto e la condivisione, sia accentuare il senso di isolamento se impiegati in modo passivo o negativo.
Anche gli anziani, pur non essendo il gruppo con i livelli più elevati di solitudine, traggono grandi benefici dal mantenimento di relazioni significative. Per affrontare l’isolamento sociale, alcuni Paesi, come il Regno Unito, hanno istituito un Ministero della Solitudine e in Italia si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale, che incoraggia i medici a indirizzare i pazienti verso attività sociali come gruppi di cammino e iniziative di volontariato, riconoscendo l’importanza delle relazioni nella salute.
