Caso Delmastro, scontro alla Camera sulle chat secretate
Un cd contenente chat tra l’ex sottosegretario di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, indagato nell’inchiesta sulla “Bisteccheria”, ha riacceso le tensioni tra maggioranza e opposizioni alla Camera. Il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, ha inviato il materiale al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il quale ha deciso di custodirlo in cassaforte, rendendolo indisponibile fino a lunedì, quando la Giunta per il Regolamento dovrà stabilire se i deputati potranno consultarlo. L’accesso agli atti è stato negato anche al presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, e agli altri rappresentanti delle opposizioni, che hanno reagito occupando simbolicamente la commissione per due ore. I gruppi di Avs, Pd e M5s hanno denunciato una “gravissima lesione delle prerogative parlamentari”, sottolineando che, pur essendo il materiale trasmesso alla Giunta competente, ne è impedita la consultazione. Il dibattito si concentra non tanto sul contenuto delle chat, quanto sulla gestione della vicenda. La maggioranza, pur avendo i numeri, si trova in difficoltà per le scelte dei propri esponenti. L’opposizione ha colto l’occasione per sollevare interrogativi sulla trasparenza, con esponenti come Elly Schlein e Giuseppe Conte che hanno criticato la maggioranza per tentativi di insabbiamento. Dall’altra parte, i capigruppo di FdI, FI, Lega e Noi Moderati hanno difeso l’operato di Fontana, bollando le accuse come populiste. Tuttavia, la sequenza di decisioni, dall’apertura alla chiusura dell’accesso al materiale, offre argomenti a chi accusa la maggioranza di mancanza di trasparenza. Il confronto si sposterà ora sulle prossime scadenze, con la Giunta per il Regolamento che dovrà decidere sull’accesso al materiale e la Giunta per le autorizzazioni che dovrà valutare se procedere con un supplemento istruttorio. La discussione della Relazione non è ancora in calendario, ma si ipotizza un inserimento per giovedì. Fratelli d’Italia afferma di non temere il voto, mentre le opposizioni chiedono una pronuncia di
