Riconoscimento facciale: lo stop arriva dalla Commissione europea
Bruxelles ha ribadito che l’uso del riconoscimento facciale negli spazi pubblici è vietato dalla legge sull’intelligenza artificiale (AI Act). Un portavoce della Commissione europea ha chiarito, durante un briefing stampa, che non è accettabile un controllo pubblico nei luoghi di vita quotidiana. Le linee guida specificano che la verifica biometrica, come lo sblocco di uno smartphone, non rientra nel divieto, poiché richiede la partecipazione attiva dell’utente. Tuttavia, il riconoscimento facciale su immagini già acquisite è considerato un sistema di AI ad alto rischio e deve rispettare obblighi specifici.
È vietato anche l’uso di sistemi di AI per creare banche dati di riconoscimento facciale attraverso la raccolta indiscriminata di immagini. Ad esempio, non è consentito utilizzare il riconoscimento facciale “dal vivo” per identificare persone in eventi pubblici come le partite di calcio. L’Italia, secondo fonti di Palazzo Chigi, continuerà a rispettare la normativa europea, affermando di essere all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale.
Le opposizioni hanno criticato il decreto legislativo relativo all’uso del riconoscimento facciale, chiedendo modifiche per garantire i diritti fondamentali. Durante un flash mob davanti a Palazzo Chigi, la deputata del Pd Debora Serracchiani ha sottolineato l’importanza di un confronto parlamentare approfondito su una materia così delicata. Ha evidenziato che, sebbene sia favorevole all’uso di strumenti innovativi per la sicurezza, il governo ha superato i limiti, prevedendo un uso invasivo per scopi ulteriori.
