Caso Almasri: l’Italia deferita alla Corte Penale Internazionale per mancata cooperazione
L’Italia è stata deferita all’Assemblea degli Stati Membri della Corte Penale Internazionale (CPI) per non aver rispettato gli obblighi previsti dallo Statuto di Roma. L’accusa riguarda la mancata cattura e consegna del generale libico Osama Njeem Almasri, arrestato a Torino il 19 gennaio 2025. Nonostante un mandato di cattura internazionale per torture e omicidi nel carcere di Mitiga, Almasri fu scarcerato e rimpatriato in Libia due giorni dopo, con un volo di Stato.
Il governo italiano giustificò l’operazione con l’assenza di una richiesta formale di estradizione, ma questa versione è stata smentita dai documenti della CPI. Successivamente, le autorità libiche hanno arrestato Almasri per i crimini commessi. Le conseguenze diplomatiche del deferimento si concretizzeranno il primo aprile, quando un rappresentante italiano dovrà chiarire la posizione di Roma e fornire garanzie per la gestione di casi simili in futuro.
In parallelo, la vicenda ha avuto ripercussioni anche a livello nazionale: la Procura di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio per Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del Guardasigilli Carlo Nordio, accusata di aver fornito false informazioni ai magistrati che indagavano sul caso.
