Il petrolio accelera, salgono ancora i rendimenti dei Treasuty

Il petrolio accelera, salgono ancora i rendimenti dei Treasuty

Il prezzo del petrolio continua a salire, con il Brent che ha raggiunto i 108 dollari al barile, segnando un aumento di circa il 5% rispetto al giorno precedente. Solo due giorni fa, il prezzo era sceso a 98 dollari. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate da nuove minacce reciproche, contribuiscono a questa volatilità. Anche il gas ha registrato un incremento, salendo del 5,4% a 75,9 euro. Negli Stati Uniti, i timori di inflazione stanno influenzando i titoli di Stato, con il rendimento del Treasury decennale che ha toccato il 5,16%, il livello più alto dal 2007. Le probabilità di un aumento dei tassi di interesse già nella riunione del 28 ottobre, in prossimità delle elezioni di Midterm, sono passate dal 55% al 70,9% in una settimana. Anche il rendimento del Treasury trentennale è aumentato, raggiungendo il 5,45%, il massimo dal 2004. In Europa, lo spread tra i Btp italiani decennali e i Bund tedeschi è salito a 96 punti base, il livello più alto da fine marzo, con il rendimento del Btp che è aumentato di 11 punti base, portandosi al 4,56%. La Banca centrale europea ha annunciato che Isabel Schnabel lascerà anticipatamente il suo incarico il 3 gennaio per assumere la direzione del Dipartimento mercati monetari e dei capitali del Fondo monetario internazionale. Le borse europee hanno chiuso in negativo, con Milano a -0,83%, Francoforte a -0,61% e Parigi a -0,52%. Anche Londra ha registrato un calo dello 0,25%. Wall Street ha seguito la stessa tendenza, con l'S&P 500 in calo dello 0,49% e il Nasdaq dello 0,73%. L'attenzione è rivolta alla visita del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti, mentre il Tesoro statunitense ha annunciato l'estensione della tregua sui dazi tra i due paesi solo fino a gennaio. Il bilaterale tra i presidenti Donald

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