Il ritorno al nucleare, cosa succede ora e perchè le centrali non fanno più paura

Il ritorno al nucleare, cosa succede ora e perchè le centrali non fanno più paura

Il Parlamento italiano ha approvato un disegno di legge che segna un passo verso il ritorno del nucleare nel paese, a quasi quattro decenni dal referendum del 1987 che ne aveva sancito l'uscita. La legge conferisce al Governo la delega per introdurre il nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, con l'obiettivo di adottare decreti attuativi entro dodici mesi.

Il provvedimento si inserisce nel contesto delle politiche europee di decarbonizzazione al 2050 e mira a rafforzare la sicurezza e l'indipendenza energetica, riducendo i costi dei consumi. Sarà elaborato un Programma nazionale per lo sviluppo dell'energia nucleare sostenibile e della fusione, che includerà anche la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento delle installazioni esistenti.

Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti un passo verso un futuro energetico più pulito e sostenibile, integrando il nucleare con le energie rinnovabili. Tuttavia, la legge non autorizza immediatamente la costruzione di nuove centrali, ma stabilisce un quadro per valutare progetti futuri.

La localizzazione delle future centrali sarà basata su criteri tecnici e ambientali, con consultazioni delle comunità locali. Si prevede che il nucleare possa contribuire tra l'11% e il 22% della domanda elettrica nazionale entro il 2050, integrandosi con altre fonti rinnovabili per garantire un sistema energetico stabile e a basse emissioni.

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