Gli inviati di Trump a Kiev: vertice con Zelensky per riavviare i negoziati di pace

Dopo quasi due anni dalla loro nomina, gli emissari di fiducia di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono arrivati per la prima volta a Kiev per discutere di un possibile percorso negoziale, in un momento critico per l'Ucraina, che si avvicina al quinto inverno di guerra. La delegazione statunitense ha viaggiato a bordo di un treno partito da Mosca, poiché, secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il volo aereo era stato bloccato da Vladimir Putin. All'arrivo, Zelensky ha accolto i due emissari con un caloroso abbraccio in piazza Sofiyska.
Il vertice, durato oltre tre ore, ha visto al centro della discussione la strategia per affrontare i prossimi mesi, mentre l'Ucraina si prepara a una nuova ondata di bombardamenti russi sulla rete energetica nazionale. Witkoff ha descritto l'incontro come "importante e sostanziale", esprimendo ottimismo per il dialogo futuro. Successivamente, il confronto si è ampliato a un tavolo multilaterale con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Germania e Regno Unito.
Questo tentativo di riaprire un canale diplomatico arriva dopo un lungo stallo dei colloqui, interrotti a febbraio a causa del conflitto in Iran. Zelensky ha ribadito la necessità di garanzie di sicurezza e di una "pace dignitosa". Tuttavia, ci sono dubbi sull'efficacia della missione, con critiche rivolte ai mediatori americani per una linea considerata troppo morbida verso il Cremlino e per la mancanza di novità concrete, in particolare riguardo al delicato nodo del Donbas.
Durante la visita, è stata concordata una tregua di tre giorni, valida solo per Mosca e Kiev. Tuttavia, al di fuori di queste due città, il conflitto continua senza sosta, con recenti bombardamenti che hanno causato la morte di nove civili e il ferimento di quasi settanta persone.
