11 settembre, 411 storie italiane da non dimenticare: un archivio restituisce nomi e volti

Angelo Sereno stava lavorando come meccanico il 11 settembre 2001, quando vide il primo aereo colpire la Torre Nord del World Trade Center. Nonostante i colleghi lo esortassero a rimanere al sicuro, Angelo corse verso i soccorritori, sognando di diventare vigile del fuoco. Non tornò mai più a casa.
La sua storia è una delle 411 raccolte in un progetto che si dedica alle vittime di origine italiana e italo-americana degli attentati. Questo archivio include nomi, fotografie, età, luoghi di residenza e dettagli personali, per restituire un volto a quelle vite, sottraendole all'anonimato dei numeri.
Il progetto è stato avviato da Giulio Picolli, che ha iniziato la sua ricerca subito dopo gli attacchi, cercando notizie del figlioccio Luigi Calvi tra ospedali e centri di informazione. Da allora, ha continuato a raccogliere nomi di vittime con radici italiane, verificando registri e contattando le famiglie.
Il sito “Non dimenticheremo” e la pubblicazione dei risultati saranno presentati al Consolato generale d'Italia a New York in occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati. Picolli ha impiegato quasi 24 anni per compilare questa selezione, individuando oltre 400 persone di origine italiana, molte delle quali si trovavano al lavoro quel giorno o cercavano di salvare qualcuno.
Il numero di 411 non rappresenta una cifra ufficiale, ma è il risultato della ricerca indipendente di Picolli. Il progetto è aperto a segnalazioni e correzioni da parte delle famiglie. Il console generale Giuseppe Pastorelli ha ribadito l'impegno a preservare la memoria delle vittime italiane, sottolineando l'importanza di mantenere viva la loro eredità. Dopo la commemorazione ufficiale a Ground Zero, si terrà una cerimonia al Consolato, durante la quale saranno letti i nomi di oltre 200 vittime, restituendo loro un'identità.
