Volume in crescita per le dighe siciliane

La Sicilia sta progressivamente uscendo da un lungo periodo di siccità, durato cinque anni. Le 30 dighe attualmente operative mostrano volumi superiori rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo i dati pubblicati il primo ottobre dall'Autorità di bacino, si registra un incremento del 74%, con 234,79 milioni di metri cubi nel 2025, rispetto ai 409,69 attuali. Tuttavia, è importante considerare che da questi volumi vanno sottratti fango e sedimenti accumulati alla base degli invasi, che complicano la situazione.
Tra le dighe, la migliore performance è quella della diga Arancio, che passa da 3,52 a 10,72 milioni di metri cubi. Anche la Rosamarina, che serve Palermo, ha visto un aumento, passando da 18,02 a 53,06 milioni di metri cubi, mentre la diga Poma è passata da 17,94 a 43,31 milioni di metri cubi.
Al contrario, la diga Ancipa, situata sui monti Nebrodi e fondamentale per l'approvvigionamento di acqua potabile e per usi irrigui e industriali nelle province di Enna, Caltanissetta e Catania, ha registrato una diminuzione, contenendo attualmente 11 milioni di metri cubi rispetto ai 15,5 milioni del 2025.
Sebbene i dati siano incoraggianti, la situazione rimane precaria. Rispetto al mese precedente, si è registrata una diminuzione dell'8% del volume, attribuibile all'evaporazione estiva. Inoltre, la capacità totale di riempimento delle dighe è solo di circa il 40%, lasciando la Sicilia vulnerabile a futuri problemi di approvvigionamento idrico.
