Volkswagen, ok al piano del taglio di 100mila posti di lavoro entro il 2030. E vola in Borsa

Volkswagen ha registrato un significativo aumento del suo titolo alla Borsa di Francoforte, dopo che il consiglio di sorveglianza ha approvato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 100mila posti di lavoro entro il 2030. Il valore delle azioni è salito del 4,9%, raggiungendo gli 80,1 euro, con un picco massimo vicino al 10% a 83,76 euro.
Il piano, denominato "Piano per il futuro 2030", prevede una riduzione della forza lavoro globale di circa 100mila unità nei prossimi cinque anni. Di questi, 50mila posti saranno eliminati a livello mondiale entro la fine del decennio, in aggiunta ai 50mila già previsti in Germania a partire dal 2024, riguardanti il marchio Volkswagen. Ciò rappresenta circa il 15% della forza lavoro totale del gruppo, che include marchi come Audi, Porsche, Seat e Skoda. Volkswagen intende anche ridurre la propria gamma di modelli della metà entro il 2035 e mira a raggiungere un margine operativo del 9% entro il 2030, rispetto al 3% previsto per il 2025. Sono previsti investimenti per 135 miliardi di euro in stabilimenti e ricerca tra il 2027 e il 2031.
L'azienda ha giustificato i tagli affermando che la crescente pressione competitiva, l'evoluzione della domanda e la trasformazione tecnologica nel settore automobilistico richiedono un adeguamento della forza lavoro. Durante una riunione, è emerso che esiste una sovraccapacità produttiva di 500mila veicoli in Europa, e per quattro stabilimenti tedeschi non è possibile garantire carichi produttivi competitivi fino al 2034. Tuttavia, Volkswagen non ha considerato la chiusura di questi siti, ma sta esplorando alternative per il loro utilizzo. Entro metà del 2027, il gruppo prevede di definire una nuova organizzazione industriale per i propri stabilimenti europei.
