Violati sigilli della casa in cui è stata uccisa Pamela Genini. Madre: “Chi è entrato aveva chiavi”

Non c'è pace per Pamela Genini, vittima di un omicidio avvenuto il 14 ottobre 2025, quando il suo ex compagno Gianluca Soncin le inflisse 76 coltellate. Dopo la profanazione della sua tomba nel cimitero di Strozza, un nuovo inquietante episodio si aggiunge alla sua tragica vicenda.
Recentemente, è emerso che qualcuno potrebbe essere entrato nella casa di Milano dove è avvenuto il delitto, in via Iglesias, nel quartiere Gorla. La polizia ha trovato i sigilli manomessi e all'interno sono stati rinvenuti guanti in lattice di origine sconosciuta e contenitori di gioielli vuoti. La madre di Pamela, Una Smirnova, ha dichiarato di non sapere chi possa essere entrato, sottolineando che non c'erano segni di effrazione e che chi è entrato aveva le chiavi.
Il rapporto tra Pamela e Soncin era caratterizzato da possessività e violenza, tanto che la giovane stava pianificando di lasciarlo. Tuttavia, Soncin, con chiavi duplicate di nascosto, riuscì a entrare nell'appartamento e a commettere l'omicidio, un atto che gli inquirenti ritengono premeditato. Durante il processo, Soncin ha espresso rammarico, ma la madre e la sorella di Pamela non credono alle sue scuse.
In un ulteriore sviluppo, il 23 marzo scorso, è stata scoperta la profanazione della tomba di Pamela, con il suo cadavere trafugato e decapitato. Francesco Dolci, un altro ex della modella, è attualmente indagato per vilipendio di cadavere e furto, ma nega le accuse. Recentemente, è stata confermata la violazione dei sigilli della casa, da parte di qualcuno in possesso delle chiavi.
