Viktor Orban, campione sovranista al banco di prova di un voto cruciale: il primo che può perdere

Viktor Orban, premier ungherese di 62 anni e leader del partito Fidesz, si prepara ad affrontare un voto cruciale il 12 aprile, cercando la sua quarta rielezione consecutiva. Da giovane liberale che nel 1989 chiedeva il ritiro delle truppe sovietiche, Orban è diventato un simbolo della destra sovranista europea.

In Parlamento da 36 anni, ha guidato una profonda ristrutturazione dello Stato, limitando le libertà civili e consolidando il potere esecutivo. Tornato al governo nel 2010 con una maggioranza schiacciante, ha riscritto la Costituzione e modificato i collegi elettorali a favore di Fidesz. Le sue riforme hanno suscitato critiche per aver indebolito la separazione dei poteri e limitato la libertà di stampa.

Tra le misure più controverse vi sono quelle contro le ONG finanziate dall’estero e la legge sulla “difesa dei minori”, che ha suscitato forti reazioni per le restrizioni ai diritti della comunità Lgbtq+. Orban ha adottato una posizione ostile nei confronti dell’immigrazione, promuovendo controlli alle frontiere e una retorica nazionalista.

Dal 2010, Fidesz ha vinto tutte le elezioni, mentre Orban ha mantenuto una linea di opposizione alle politiche dell’Unione Europea, accusandola di comportarsi come un “impero”. Le sue relazioni con leader conservatori internazionali, come Donald Trump, e la sua vicinanza a Vladimir Putin, hanno ulteriormente polarizzato la sua figura.

Le accuse di corruzione che coinvolgono il suo entourage e il congelamento di fondi europei per preoccupazioni sullo stato di diritto rappresentano sfide significative per il suo governo. In un contesto di crescente tensione con l’Ucraina e di richieste di maggiore autonomia per gli Stati nazionali, il futuro politico di Orban potrebbe dipendere dall’esito di questo voto.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità