Uno Bianca, sopralluogo degli investigatori nella casa di Pordenone dove Gugliotta si è ucciso

Nel pomeriggio, un’operazione investigativa ha coinvolto un reparto di carabinieri a Colle di Arba, Pordenone, nella casa di Pietro Gugliotta, membro della banda della Uno Bianca, che si è suicidato a gennaio. Circa venti militari, inclusi esperti di investigazioni scientifiche, hanno avviato i sopralluoghi intorno alle 13. Il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, ha dichiarato che l’attività non è stata commissionata dalla sua Procura, ma potrebbe essere legata a indagini della Procura di Bologna, che aveva annunciato approfondimenti.

Durante il sopralluogo, è stato prelevato materiale dall’abitazione di Gugliotta, ma nessuna dichiarazione è stata rilasciata dai partecipanti. La banda della Uno Bianca, attiva tra il 1987 e il 1994, è responsabile di almeno 24 omicidi e oltre 100 feriti. Attualmente, la Procura bolognese sta cercando di identificare presunti complici tra carabinieri e servizi segreti.

Recentemente, il caso è tornato alla ribalta dopo un’intervista di Roberto Savi, ex poliziotto e membro della banda, nella trasmissione Belve Crime. Savi ha menzionato figure che avrebbero garantito loro una copertura investigativa e ha rivelato che l’obiettivo della rapina all’armeria di via Volturno era eliminare un ex carabiniere.

Le indagini hanno portato all’apertura di due fascicoli principali, uno riguardante Domenico Macauda, accusato di depistaggi, e un altro su episodi non specificati. I pubblici ministeri stanno riesaminando migliaia di documenti e collaborando con il Ris di Parma per analisi forensi avanzate. I familiari delle vittime, assistiti da avvocati, continuano a chiedere chiarezza su presunti depistaggi e sperano in una svolta dopo tre decenni di indagini.

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