Unitas Sciacca, oltre un mese senza vittorie: tanti cambiamenti e pochi risultati, tornano i dubbi sul progetto neroverde

Unitas Sciacca, oltre un mese senza vittorie: tanti cambiamenti e pochi risultati, tornano i dubbi sul progetto neroverde

È trascorso oltre un mese dall'ultima vittoria dell'Unitas Sciacca. Era il 20 settembre quando i neroverdi si imponevano con un perentorio 5-0 sul Lascari Cefalù, nella seconda giornata di campionato. Da allora, il successo non è più arrivato e, nonostante l'obiettivo dichiarato della stagione sia la salvezza, in casa Unitas cominciano a emergere diversi interrogativi.

A destare attenzione non sono soltanto i risultati, ma anche i continui movimenti nell'organico. Negli ultimi quindici giorni hanno lasciato la squadra Leonardo Santulli, Christian Cirelli, Ignazio La Bella, Francesco Barraco e Kevin Guarino. Anche Christian Tulone viene dato ormai in partenza, mentre sul fronte degli arrivi si registrano gli innesti di Furnari e Marvin Kenzie.

Uno scenario che richiama inevitabilmente quanto accaduto nella passata stagione, quando proprio nel mese di ottobre cominciò una fase di profondi cambiamenti. La differenza, tuttavia, è sostanziale: quest'anno l'Unitas non punta a un campionato di vertice, ma a conquistare la permanenza nella categoria.

Durante la presentazione della squadra, ad agosto, il direttore generale Michele Cudia aveva pronunciato una frase che sembrava indicare una nuova direzione per il progetto neroverde: "Puntiamo a nuovi orizzonti". Una dichiarazione che, alla luce delle ultime settimane, torna inevitabilmente al centro della riflessione. Quali sarebbero, concretamente, questi nuovi orizzonti? Per il momento, le dinamiche sembrano riproporre un copione già visto un anno fa.

Cambia, però, la situazione di classifica. Nella scorsa stagione, quando Iacono lasciò la panchina, la squadra aveva conquistato 10 punti e ottenuto la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia. Oggi, invece, l'Unitas Sciacca si ritrova a ridosso della zona playout ed è già fuori dalla competizione.

Eppure, sulla carta, la società dispone di uno staff articolato, che comprende anche figure specialistiche come match analyst, mental coach e nutrizionista. Un'organizzazione che dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per la squadra, ma i cui benefici, almeno osservando i risultati ottenuti finora, faticano a emergere. Al momento, non si vedono prestazioni e risultati all'altezza di uno staff di questo calibro.

In questo contesto, anche la gestione tecnica finisce inevitabilmente sotto osservazione. Garufo sembra aver perso la trebisonda, alle prese con una squadra che non riesce più a vincere e con un organico sottoposto a continui cambiamenti. Resta da comprendere quale sia la direzione intrapresa e quanto le scelte tecniche siano condizionate dalle decisioni societarie.

A colpire è anche il silenzio della dirigenza. Dopo ogni partita, l'unico a metterci la faccia è proprio Garufo, affiancato occasionalmente da qualche calciatore reduce da una prestazione positiva. Né il presidente Rizzuto né gli altri dirigenti intervengono pubblicamente per analizzare il momento attraversato dalla squadra o spiegare i numerosi cambiamenti in corso.

Così, mentre la squadra continua a cercare una vittoria che manca ormai da oltre un mese, gli interrogativi si moltiplicano. I nuovi orizzonti annunciati ad agosto devono ancora trovare una traduzione concreta sul campo e ottobre sembra riportare l'Unitas Sciacca davanti a dinamiche già vissute nella passata stagione. Con una differenza non trascurabile: stavolta la classifica racconta una situazione decisamente meno favorevole.

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