Trovata morta e mutilata a 4 anni su una autostrada nel 1987. I genitori processati dopo 39 anni

In Francia ha preso avvio il processo ai genitori di Inass Touloub, una bambina di quattro anni trovata morta e mutilata nel 1987 lungo un'autostrada. Il caso, uno dei più antichi delitti irrisolti del paese, è rimasto senza soluzione per oltre trent'anni fino a quando un esame del DNA ha permesso di identificare la vittima e risalire alla sua famiglia.
La madre, di 72 anni, è accusata di torture e atti di barbarie che hanno causato la morte senza intenzione di uccidere, mentre il padre, di 74 anni, è accusato di complicità. Entrambi rischiano l'ergastolo e si presentano a piede libero in tribunale, dove sono arrivati separatamente. Prima dell'udienza, alcuni membri del collettivo Mouv'Enfants hanno esposto uno striscione per chiedere giustizia per Inass.
La vicenda risale all'11 agosto 1987, quando il corpo della bambina fu scoperto in un fossato lungo l'autostrada A10. Non era stata denunciata la sua scomparsa e il corpo presentava segni di violenza, tra cui ustioni e morsi. Per identificarla, la gendarmeria lanciò un ampio appello a testimoni, ma le indagini iniziali non portarono a risultati. La svolta è arrivata nel 2018, quando il DNA di un fratello della vittima si è rivelato compatibile con le tracce trovate sugli abiti della bambina.
Durante gli interrogatori, i genitori hanno negato le accuse, accusandosi reciprocamente di maltrattamenti. Il processo ha subito rinvii a causa di ricorsi, ma nel settembre 2024 la Corte di cassazione ha confermato le accuse, aprendo la strada al dibattimento. Inass, che oggi avrebbe 43 anni, riposa nel cimitero di Suèvres, dove la comunità continua a onorarne la memoria.
