4 novembre 1966, 60 anni fa l’alluvione di Firenze: la città sommersa e gli Angeli del fango

4 novembre 1966, 60 anni fa l'alluvione di Firenze: la città sommersa e gli Angeli del fango

Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966, Firenze subì un cambiamento drammatico a causa dell'alluvione provocata dall'Arno, che, gonfiato da piogge incessanti, straripò, invadendo strade, case e musei. L'acqua, accompagnata da fango e detriti, trasformò la città in un'immensa distesa di acqua scura. Le immagini di quel disastro, come piazza Santa Croce sommersa e negozi devastati, sono ancora vivide nella memoria collettiva. La piena colpì anche altre zone della Toscana, causando distruzione e vittime.

A Firenze, si contarono 36 morti, con l'ultima vittima, Mario Maggi, identificata solo nel 2023. Oltre alla tragedia umana, l'alluvione causò un grave disastro culturale, danneggiando biblioteche, archivi e opere d'arte. Il Crocifisso di Cimabue, custodito nella Basilica di Santa Croce, subì danni irreparabili, con una perdita significativa della pellicola pittorica.

Bruno Santi, allora studente di storia dell'arte, partecipò attivamente alle operazioni di salvataggio, lavorando in diverse istituzioni culturali. Ricorda in particolare il suo intervento a Santa Croce, dove contribuì a mettere in sicurezza opere d'arte minacciate. La mobilitazione di migliaia di giovani, noti come "Angeli del fango", divenne un simbolo di solidarietà e di impegno per il patrimonio culturale.

A sessant'anni dall'alluvione, il Crocifisso di Cimabue continua a rappresentare sia la distruzione che la resilienza della comunità. Il 4 novembre, in occasione delle commemorazioni, sarà presente anche il presidente della Repubblica, a sottolineare l'importanza di questo evento per Firenze e per il Paese. La sindaca Sara Funaro ha evidenziato il significato internazionale di questa ricorrenza.

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