Tradurre il potere, l’arduo mestiere dell’interprete

Ottanta anni fa, il primo ottobre 1946, si concludeva il processo di Norimberga, un evento cruciale del dopoguerra che segnò l'inizio della professione dell'interprete simultaneista. Questo momento ha rappresentato una sfida tecnica e culturale, un compito che continua a ripetersi ogni volta che gli interpreti rendono accessibile la Storia in tempo reale.
Nella recente puntata di World24, la rubrica di Esteri di Rainews24, sono state messe in luce alcune delle voci che hanno tradotto i leader mondiali per la testata all news della Rai. Sasha Arlorio e Desiree Berlangieri, insieme a Veronica Fernandes, hanno discusso delle complessità del loro lavoro. Hanno analizzato come il linguaggio di figure come Putin, caratterizzato da toni ampollosi, e quello di Trump, più aggressivo e semplificato, richiedano abilità particolari. Gli interpreti non si limitano a tradurre parole, ma devono anche catturare e trasmettere la lingua del potere, un compito che richiede grande competenza e sensibilità.
