Terre di Dedalo, Bono replica a Dimino mostrando i documenti e ne chiede le dimissioni

Non si ferma lo scontro politico a Sciacca sulla vicenda degli affidamenti comunali all’associazione Terre di Dedalo. Dopo il video con cui l’assessore Francesco Dimino aveva respinto le contestazioni, arriva la controreplica del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Calogero Bono, che attraverso un lungo intervento sui social mostra una serie di documenti amministrativi, ribadisce i propri dubbi sull’opportunità politica degli affidamenti e arriva a chiedere le dimissioni dell’assessore.
Bono parte dalla costituzione dell’associazione Terre di Dedalo, avvenuta, secondo la documentazione da lui richiamata, il 5 dicembre 2023. Il consigliere sostiene che tra i sette componenti figurino diversi familiari dell’assessore, tra cui la moglie, il fratello e altri parenti. Una circostanza sulla quale Dimino era già intervenuto, precisando che i propri familiari non farebbero più parte dell’associazione.
Una ricostruzione che Bono contesta, facendo riferimento alle informazioni presenti nei registri pubblici. Secondo il consigliere, infatti, i nominativi risulterebbero ancora nell’elenco dei componenti dell’associazione. Bono richiama inoltre le procedure di iscrizione ai registri regionali, soffermandosi sulle tempistiche e sulle informazioni relative alla composizione dell’organizzazione.
Il consigliere passa poi agli affidamenti comunali, mostrando alcuni atti amministrativi. In particolare, richiama una determina del luglio 2024, con la quale sarebbe stato affidato a Terre di Dedalo un incarico da 1.700 euro per un’iniziativa legata alla ceramica, nell’ambito delle deleghe dell’assessore Dimino.
Bono si sofferma sulle modalità dell’affidamento, sostenendo che l’avviso esplorativo sarebbe rimasto aperto per appena tre giorni e che, alla scadenza, sarebbe pervenuta una sola candidatura, proprio quella dell’associazione Terre di Dedalo. È uno degli aspetti sui quali il consigliere concentra le proprie perplessità, distinguendo la questione della regolarità amministrativa da quella dell’opportunità politica.
Un altro passaggio riguarda un evento culturale per il quale, secondo Bono, sarebbe stato disposto un affidamento da 1.300 euro. Il consigliere chiama in causa Nino Porrello, indicandolo come il reale organizzatore dell’iniziativa intitolata al padre Enzo, e richiama anche alcune dichiarazioni pubbliche nelle quali lo stesso Nino Porrello avrebbe fatto riferimento a un coinvolgimento dell’assessore Dimino per ottenere un sostegno alla manifestazione.
Da qui il dubbio sollevato da Bono sul ruolo effettivamente svolto dall’associazione Terre di Dedalo, che, secondo la sua interpretazione, avrebbe rappresentato un tramite nell’organizzazione dell’evento. Il consigliere ritiene che questa circostanza meriti un approfondimento, anche alla luce dei legami familiari che sostiene emergano dalla documentazione.
Nel video Bono torna inoltre sulle dichiarazioni dell’assessore, che aveva respinto qualsiasi ipotesi di irregolarità e annunciato l’intenzione di rivolgersi ai propri legali per tutelare la propria reputazione e quella dei familiari.
Il consigliere di Fratelli d’Italia non arretra. Afferma di non sentirsi intimidito dalla prospettiva di un’azione legale e si dichiara pronto a difendere le proprie posizioni anche davanti a un giudice, producendo ulteriore documentazione che sostiene di avere a disposizione.
Bono si dice inoltre disponibile a un confronto pubblico con Francesco Dimino, sia in Consiglio comunale sia in una trasmissione televisiva, ribadendo di avere documenti a sostegno delle proprie affermazioni.
La conclusione dell’intervento è apertamente politica. Il consigliere ritiene che i comportamenti contestati non siano compatibili con il ruolo ricoperto da Dimino e ne chiede espressamente le dimissioni dalle deleghe allo spettacolo, al turismo e alle attività produttive.
Un ultimo passaggio è rivolto al sindaco, al quale Bono chiede conto della conoscenza della vicenda e dei rapporti tra l’associazione e i familiari dell’assessore.
Resta dunque aperto il confronto tra due posizioni contrapposte. Da una parte Francesco Dimino, che rivendica la regolarità delle procedure, l’effettivo svolgimento delle manifestazioni e l’esistenza della relativa documentazione contabile. Dall’altra Calogero Bono, che insiste sulla necessità di valutare non soltanto gli aspetti amministrativi, ma anche l’opportunità politica di affidamenti a un’associazione nella quale, secondo la sua ricostruzione, figurano familiari dell’assessore.
