Teheran spaccata in due: nel giorno della parata con e senza velo, la “resistenza” delle iraniane

A Teheran, ieri si sono svolte due manifestazioni che hanno messo in luce il contrasto tra le donne iraniane e le norme imposte dal regime. Da un lato, centinaia di donne hanno partecipato a una maratona di 10 chilometri senza velo, sfidando le leggi sull'hijab, mentre dall'altro, in una parata militare organizzata dal regime, si sono viste donne velate imbracciare mitragliatrici.

La parata, che ha visto la partecipazione di circa 300 mila sostenitori della Repubblica islamica, ha sfilato da piazza Imam Hossein verso il centro città, mostrando equipaggiamenti militari e unità dei Basij. Tra i partecipanti, spiccavano i volti di giovani donne velate, simbolo di una campagna lanciata in risposta al conflitto con Stati Uniti e Israele. Le autorità hanno dichiarato che oltre 32 milioni di persone si sono registrate per questa campagna, di cui il 32% sono donne.

Contemporaneamente, al Velayat Park, la maratona ha visto giovani donne correre in abbigliamento sportivo, infrangendo le regole sul velo obbligatorio. Questo gesto di sfida, che può comportare severe conseguenze legali, ha suscitato l'ira delle autorità, che hanno avviato un procedimento penale contro gli organizzatori dell'evento.

Le immagini delle due manifestazioni hanno riacceso il dibattito sui diritti sociali e civili in Iran, a poco più di un anno dalla morte di Mahsa Amini, che aveva scatenato un vasto movimento di protesta per la libertà e la riforma. La situazione rimane tesa, con il regime che continua a reprimere ogni forma di dissenso, mentre la popolazione affronta le conseguenze di un contesto di guerra sempre più complesso.

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