Stupro di Capodanno, Patrizio Ranieri condannato in appello a 6 anni e mezzo

Patrizio Ranieri è stato condannato in appello a sei anni e mezzo di reclusione per lo stupro di una ragazza di 16 anni avvenuto a Roma, nel quartiere Primavalle, la notte di Capodanno del 2020. La pena è aumentata rispetto ai cinque anni e sei mesi inflitti in primo grado. I giudici hanno riconosciuto il reato di violenza sessuale di gruppo, considerando che Ranieri, insieme a minorenni all’epoca dei fatti, avrebbe abusato della giovane approfittando del suo stato di incoscienza dovuto all’assunzione di droghe e alcol.

Durante il processo, la rappresentante della procura generale, Maria Letizia Golfieri, ha descritto la vittima come trattata “come una bambola di pezza”, sottolineando la mancanza di pietà da parte di Ranieri, che era maggiorenne e ha sfruttato la fiducia della ragazza.

L’avvocato della vittima, Licia D’Amico, ha accolto positivamente il riconoscimento dello stupro di gruppo, ma ha definito la pena ancora “incongrua”, evidenziando che la sentenza di primo grado appariva anacronistica, simile a quelle di un’epoca passata.

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