Stop ai social per i minori: tra l’apertura di Meloni e i ddl fermi in Parlamento

Stop ai social per i minori: tra l'apertura di Meloni e i ddl fermi in Parlamento

L'apertura della presidente del Consiglio Giorgia Meloni riguardo al divieto di accesso ai social network per i minori di 14 anni ha riacceso il dibattito sulla sicurezza digitale dei giovani, soprattutto dopo i recenti scontri a Milano. Meloni ha deciso di affidare al Parlamento l'iter legislativo per definire misure adeguate, evidenziando un vuoto normativo e proposte di legge ferme in Parlamento.

Attualmente, in Italia non esistono divieti assoluti per i minori sui social. Le norme attuali richiedono il consenso dei genitori per i bambini sotto i 14 anni, ma la mancanza di strumenti tecnologici efficaci rende questa regola poco praticabile, esponendo i preadolescenti a contenuti inappropriati.

Diversi disegni di legge sono stati presentati, tra cui il ddl Mennuni-Madia, che propone il divieto di accesso autonomo ai social per i minori di 15 anni e introduce responsabilità genitoriali. Altre proposte, come quella di Latini, prevedono sanzioni per le piattaforme che non rispettano le norme di verifica dell'età.

La reazione delle opposizioni è stata immediata, con critiche sui ritardi accumulati dalla politica. Lavinia Mennuni ha sottolineato la prontezza del ddl 1136, mentre Simona Malpezzi ha accusato il governo di non aver agito tempestivamente. Anche Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle ha evidenziato l'inerzia della maggioranza, chiedendo un intervento concreto per l'educazione digitale.

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