Stop a Trump anche dai referendum: in Virginia e Missouri difeso il diritto all’aborto

Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, tenutesi il 3 novembre, hanno visto l'approvazione di 145 referendum in oltre 35 Stati, affrontando temi come l'aborto, i diritti delle persone transgender e le politiche fiscali. Questi referendum hanno rappresentato un importante test per le politiche del presidente Donald Trump.
In Virginia, gli elettori hanno approvato tre emendamenti costituzionali sui diritti civili. Il primo garantisce il diritto all'aborto nei primi due trimestri di gravidanza, oltre all'accesso alla contraccezione e ai trattamenti per la fertilità. Il secondo elimina il divieto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, mentre il terzo ripristina automaticamente il diritto di voto per le persone condannate per reati gravi al termine della pena.
In Missouri, gli elettori hanno respinto l'Amendment 3, proposto dalla maggioranza repubblicana, che mirava a cancellare le garanzie sulla libertà riproduttiva. Nonostante il Missouri sia tradizionalmente conservatore, la proposta è stata bocciata. Altri referendum hanno riguardato le politiche identitarie, con votazioni in Arizona, Colorado, Nebraska e nello Stato di Washington su restrizioni per le atlete transgender.
In Missouri, è stata bocciata anche una nuova mappa dei collegi congressuali, mentre in Maryland è stato approvato un emendamento che facilita la revisione dei collegi, potenzialmente a favore dei democratici. In Florida, gli elettori hanno approvato una riforma fiscale che amplia le esenzioni dalle imposte immobiliari.
In California, la Proposition 40, che proponeva un'imposta straordinaria sui patrimoni miliardari, ha suscitato controversie tra i democratici, con il governatore Newsom contrario alla misura. Infine, diversi Stati hanno votato su nuove regole elettorali, inclusa l'identificazione degli elettori e il voto a preferenze classificate in Alaska.
