Keir Starmer, premier laburista britannico, ha dichiarato di non avere intenzione di dimettersi, nonostante la recente sconfitta del suo partito alle elezioni amministrative del 7 maggio. In un discorso tenuto a Londra, ha sottolineato la necessità di un “reset” dell’azione di governo per affrontare le sfide attuali e resistere alle pressioni interne al Labour. Starmer ha riconosciuto di aver commesso errori e ha ammesso che molti cittadini sono frustrati, ma ha ribadito il suo impegno a lavorare per la classe lavoratrice e a promuovere un piano di cambiamento in settori chiave come economia, Europa e difesa.
Il premier ha evidenziato l’importanza di ricostruire il rapporto con l’Europa, affermando che la Brexit ha reso il Regno Unito più povero e debole. Ha promesso di ampliare il programma di scambio degli studenti con l’Unione Europea, pur escludendo un ritorno nel mercato unico e nell’unione doganale. Starmer ha criticato Nigel Farage, leader di Reform UK, per le sue “false promesse” riguardo ai benefici della Brexit.
Inoltre, ha annunciato un disegno di legge per nazionalizzare British Steel come risposta alla crisi economica. Nonostante i suoi sforzi, il malcontento all’interno del Labour continua a crescere, con 34 deputati che hanno chiesto pubblicamente le sue dimissioni. Tra i potenziali successori si fanno i nomi del ministro della Sanità Wes Streeting e dell’ex vicepremier Angela Rayner, entrambi attivi nel tentativo di sfidare la leadership di Starmer.

