Spread e tassi: il contagio parte da Parigi e arriva a Roma

Spread e tassi: il contagio parte da Parigi e arriva a Roma

L’indebolimento della Germania ha avuto ripercussioni significative sulla Francia, che ha visto svanire un rifugio politico-finanziario su cui aveva sempre potuto contare. Negli ultimi decenni, il legame con Berlino ha garantito stabilità ai mercati, consentendo a Parigi di perseguire ambizioni economiche senza doverne sostenere interamente il costo. Attualmente, la Germania, alle prese con una crescita debole e instabilità politica, non riesce più a svolgere il ruolo di garante della stabilità europea. Questa situazione ha portato a un cambiamento di clima nei mercati, che ora considerano la Francia non solo come un partner solido, ma anche come un debito sovrano con deficit persistenti e incertezze politiche. I dati mostrano un netto incremento del rendimento del decennale francese, che ha sfiorato il 5%, e un aumento del differenziale con il Bund tedesco, superando i 150 punti base, un livello che non si registrava dal 2011. Il debito pubblico francese ha raggiunto 3.595,5 miliardi di euro, pari al 119% del PIL, con previsioni che indicano un ulteriore aumento nei prossimi anni. Il governatore della Banca di Francia ha descritto la situazione come “seria e preoccupante”, avvertendo che senza interventi il Paese rischia di essere “progressivamente strangolato” dall’aumento dei tassi. Emmanuel Macron, pur difendendo il bilancio dei suoi mandati, si trova di fronte a una realtà difficile, con un rapporto debito/PIL in crescita e costi di finanziamento in aumento. L'Italia, pur non avendo necessariamente fondamentali fragili, è coinvolta in questa dinamica a causa della sfiducia nei confronti di un grande Stato dell'eurozona. La richiesta di maggiore flessibilità da parte del governo Meloni a Bruxelles, seppur logica, potrebbe essere interpretata dai mercati come una preferenza per l'autonomia nazionale rispetto alle regole comuni, alimentando ulteriormente l'incertezza. Se prevalesse una logica sovranista, l'instabilità potrebbe estendersi oltre i titoli di Stato, influenzando i costi di finanziamento e la

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