Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang, è stato sottoposto a un regime di sorveglianza particolare per sei mesi dal Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria. Le autorità hanno motivato la decisione con il rischio che il trapper, considerato un soggetto violento e turbolento, possa esercitare la sua influenza sugli altri detenuti, che lo vedono come una figura carismatica.

Attualmente detenuto nel carcere di Busto Arsizio, Baby Gang è coinvolto in inchieste per armi clandestine e ricettazione. Il nuovo regime prevede che non possa partecipare a diverse attività, come la preparazione dei pasti e i corsi culturali e sportivi. Sarà assegnato a una cella singola con limitazioni nell’arredo, inclusi divieti per fornelletti, armadi e televisori, mentre potrà avere solo una radio portatile, un letto e un tavolo con uno sgabello.

La decisione del Dap si basa su episodi di particolare gravità avvenuti durante precedenti detenzioni, che avrebbero compromesso la sicurezza degli altri detenuti. Inoltre, sono state rinvenute fotografie e video di Baby Gang in carcere sui social media. Il suo legale, Niccolò Vecchioni, ha presentato un reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Milano, contestando la mancanza di dettagli sui contenuti pubblicati e sostenendo che le violazioni disciplinari precedenti non giustificherebbero l’inasprimento del regime di sorveglianza.

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