Simonetta Cesaroni, trentasei anni dopo una traccia di Dna riaccende le speranze sull’inchiesta

Simonetta Cesaroni, trentasei anni dopo una traccia di Dna riaccende le speranze sull'inchiesta

Dopo trentasei anni dall'omicidio di Simonetta Cesaroni, una nuova traccia di DNA riaccende le speranze per la risoluzione del caso. I carabinieri del Ris hanno analizzato i reperti rinvenuti il 7 agosto 1990, quando il corpo di Simonetta fu trovato in un appartamento di via Poma. La traccia scientifica isolata è stata già confrontata con il DNA di otto persone, senza esito positivo. A settembre, altri sette soggetti saranno sottoposti a test con tampone salivare.

I consulenti della famiglia Cesaroni hanno richiesto l'analisi del profilo genetico di 69 individui, tra cui residenti nel palazzo e colleghi di Simonetta all'Associazione italiana alberghi della gioventù. Nel corso degli anni, l'inchiesta ha subito ritardi e depistaggi, con tentativi di screditare la vittima, come la falsa notizia che la ragazza chattasse con il videotel.

La verità sull'omicidio di Simonetta, rimasta nascosta per decenni, è segnata da dettagli inquietanti: il suo corpo fu trovato nudo e martoriato da 29 coltellate, mentre le chiavi dell'appartamento furono fatte sparire. La speranza di fare luce su questo caso rimane viva, grazie ai nuovi sviluppi nelle analisi scientifiche.

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