Sfida alla decarbonizzazione, oggi la Commissione UE presenta la revisione dell’Ets. Ecco che cos’è

L’Unione Europea sta per presentare una revisione del sistema di scambio delle emissioni (ETS), uno strumento chiave nella sua politica climatica. La Commissione Europea affronterà le pressioni provenienti da vari settori, tra cui l’industria e le organizzazioni ambientaliste, in un contesto di crescente preoccupazione per i costi legati al carbonio. In particolare, molti paesi dell’Europa centrale e l’Italia si oppongono a tali costi e Bruxelles potrebbe introdurre nuove flessibilità per le imprese.

Il sistema ETS, attivo dal 2005, è il più grande mercato del carbonio al mondo e copre circa il 40% delle emissioni dell’UE. Funziona secondo il principio del “cap and trade”, stabilendo un tetto massimo alle emissioni delle aziende nei settori industriali e dell’aviazione, accompagnato da un numero corrispondente di quote che possono essere comprate e vendute. Il tetto di emissioni di CO2 viene ridotto annualmente, con l’obiettivo di azzerarlo entro il 2039. Le quote, attualmente valutate intorno agli 80 euro per tonnellata di CO2, possono essere scambiate tra operatori.

Dal 2028, è previsto l’introduzione di un secondo sistema ETS, che estenderà il meccanismo ai combustibili per il trasporto stradale, al riscaldamento degli edifici e alle piccole industrie. Questo ampliamento mira a coprire circa il 75% delle emissioni dell’UE. Inoltre, il meccanismo di riserva di stabilità del mercato regola la quantità di quote disponibili, contribuendo a stabilizzare i prezzi del carbonio. I ricavi delle aste, che ammontano a oltre 260 miliardi dal 2013, sono destinati principalmente a progetti legati al clima e all’energia.

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