Sciacca, mozione di sfiducia al sindaco Termine: Brucculeri e Blò chiedono la firma dei consiglieri

I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, del Movimento ControSistema – Sud Chiama Nord, hanno inviato al presidente del Consiglio comunale e a tutti i consiglieri una richiesta formale per la sottoscrizione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabio Termine e della Giunta comunale.
L’iniziativa, presentata ai sensi dell’articolo 10 della Legge Regionale Siciliana 15 settembre 1997, n. 35, ha come obiettivo dichiarato quello di anticipare di alcuni mesi le elezioni comunali.
Non è la prima volta che Brucculeri e Blò avanzano questa proposta. Una mozione analoga era stata predisposta nel settembre 2024 e nuovamente nel maggio 2025, senza però ottenere ulteriori sottoscrizioni.
I due consiglieri sostengono che, nel frattempo, il Consiglio comunale abbia progressivamente perso peso politico. «Ci troviamo, seduta dopo seduta, a esprimere critiche severe su atti che riteniamo sbagliati per la città, salvo poi vederli approvati. Un Consiglio che dissente a parole e approva nei fatti non controlla nulla: si limita a certificare decisioni già prese altrove», affermano.
Secondo quanto riportato nella richiesta, trattandosi di un Comune siciliano con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, per portare la mozione in discussione sarebbero necessarie le firme di almeno 10 dei 24 consiglieri assegnati, pari ai due quinti. Per l’approvazione servirebbe invece il voto favorevole di almeno 15 consiglieri, pari al 60 per cento.
Nella lettera Brucculeri e Blò richiamano una serie di criticità da loro segnalate negli ultimi mesi. Tra queste indicano il ricorso alla gestione provvisoria per affidamenti diretti extra bilancio, motivati con la formula del «danno patrimoniale certo e grave», che secondo i consiglieri sarebbe stata riprodotta in maniera quasi identica in quattro differenti determinazioni dirigenziali riguardanti Azzurro Food Festival, la proroga del Carnevale di Sciacca 2027 e un evento di hair-styling dell’Estate Saccense.
Vengono inoltre richiamati l’assenza del parere di regolarità contabile riscontrata, secondo i consiglieri, nella proroga del Carnevale con Futuris Srl; le presunte violazioni procedurali segnalate ad ANAC, Corte dei Conti e Guardia di Finanza sulle determinazioni di dicembre 2025; il pignoramento da 3.116.827,64 euro disposto da Agenzia delle Entrate-Riscossione sul finanziamento della Casa Albergo per Anziani; le criticità nelle valutazioni del patrimonio da alienare e nell’operazione Monterotondo/Italia Turismo; e quello che Brucculeri e Blò definiscono un sostanziale abbandono del controllo sulla partecipata comunale Pro.Pi.Ter.
«Non si tratta di episodi isolati, ma di un metodo», sostengono nella lettera.
I due consiglieri fanno inoltre riferimento alla seduta del Consiglio comunale del 7 settembre, dedicata agli allegati al bilancio, tra cui il piano di alienazione del patrimonio e il piano triennale delle opere pubbliche, propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione e del DUP.
«Critiche feroci in aula, ma senza reali conseguenze, perché se il piano non viene approvato rischia di andare a casa il Consiglio, non il Sindaco. È il vero paradosso di questa consiliatura: si boccia a parole e poi si vota sì, per il timore di restare senza rappresentanza», dichiarano Brucculeri e Blò.
Da qui la decisione di chiedere formalmente ai consiglieri la sottoscrizione della mozione di sfiducia, indicata dai due esponenti di ControSistema – Sud Chiama Nord come lo strumento per superare l’attuale situazione politica.
«Basta con l’ipocrisia», affermano. «Le dichiarazioni di sfiducia verso questa Amministrazione le abbiamo sentite da tutti, in ogni seduta. Ma tra il dire e il firmare c’è una differenza che la legge stessa riconosce: la sottoscrizione di una mozione ex art. 10 della L.R. 35/1997 è un atto formale, protocollato, che resta agli atti con nome e cognome di chi la firma — e di chi si sottrae».
Per Brucculeri e Blò, dunque, la firma o la mancata adesione alla mozione rappresenterà una presa di posizione formale da parte di ciascun consigliere.
«Chiediamo a tutti i consiglieri di assumersi la responsabilità di questa scelta», concludono. «Tutti a casa, ed evitiamo che il Sindaco possa fare campagna elettorale in questo frangente con le risorse dei cittadini saccensi».
