Sangue sul lavoro: quattro morti in poche ore tra Nord e Centro, è di nuovo allarme sicurezza
L’Italia ha registrato una tragica giornata per la sicurezza sul lavoro, con quattro morti in poche ore tra il Nord e il Centro del Paese. Gli incidenti hanno riacceso il dibattito sulla necessità di migliorare i controlli e le misure di prevenzione nei settori della manutenzione, dell’agricoltura e dei servizi in appalto.
Il primo incidente si è verificato a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, dove un manovratore tunisino di 43 anni è stato travolto da un treno regionale vuoto. L’operaio, dipendente di una ditta specializzata, sarebbe sceso dal lato sbagliato di un mezzo di servizio e, nel tentativo di mettersi in salvo, è inciampato sul binario. L’incidente ha causato il blocco della circolazione ferroviaria per l’intero pomeriggio.
Poche ore prima, a San Matteo delle Chiaviche, nel Mantovano, un operaio albanese di 49 anni è morto folgorato mentre puliva un pioppeto. L’uomo ha toccato un cavo dell’alta tensione reciso, subendo un arresto cardiaco che ha reso inutili i soccorsi.
In Toscana, due addetti alla raccolta dei rifiuti sono deceduti a causa di malori durante il turno di lavoro. A Barberino del Mugello, un operaio di 55 anni è crollato mentre effettuava la raccolta porta a porta. A Bagno a Ripoli, un collega di 42 anni è stato trovato privo di vita accanto al mezzo aziendale. Entrambi lavoravano per ditte in appalto per Alia, l’azienda ambientale di Firenze.
La tragedia ha riaperto il dibattito sindacale sulla gestione dell’emergenza climatica, con la FP Cgil di Firenze che ha chiesto l’estensione del “protocollo caldo” a tutte le ditte esterne per garantire la sicurezza dei lavoratori.
