Ricordato a Palermo Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia 35 anni fa

Sono trascorsi 35 anni dall'omicidio di Libero Grassi, l'imprenditore palermitano assassinato dalla mafia per il suo rifiuto di pagare il pizzo. Questa mattina, in via Vittorio Alfieri, luogo dell'omicidio avvenuto il 29 agosto 1991, la famiglia ha commemorato Grassi. I figli, Alice e Davide, hanno dipinto di rosso il marciapiede e affisso un manifesto scritto a mano per ricordarlo, poiché la famiglia ha scelto di non installare una targa.
Alla cerimonia hanno partecipato diverse autorità, tra cui il prefetto di Palermo Massimo Mariani, l'assessore regionale Nuccia Albano e il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato l'importanza del coraggio di Grassi, definendolo un esempio per chi difende i valori della legalità e della giustizia. Ha inoltre evidenziato gli sforzi del governo nel contrastare la criminalità organizzata e nel restituire alla collettività i patrimoni confiscati.
Alice Grassi ha parlato della situazione attuale, evidenziando che, sebbene ci siano segnali di denuncia contro il racket, le vittime che si espongono rimangono poche. Ha sottolineato la necessità di un maggiore controllo del territorio, in particolare nelle aree più colpite dalle intimidazioni.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ricordato la lettera di Grassi pubblicata nel 1991, in cui l'imprenditore denunciava le minacce ricevute. Crosetto ha evidenziato il valore della sua scelta di opporsi al pizzo, sottolineando il prezzo dell'isolamento e dell'indifferenza che Grassi ha dovuto affrontare.
