Reggio Children, bufera sulla richiesta agli educatori ebrei. Meghnagi: “Metodi da Terzo Reich”

Reggio Children, bufera sulla richiesta agli educatori ebrei. Meghnagi: “Metodi da Terzo Reich”

A Reggio Emilia si è sollevata una polemica dopo che la società “Reggio Children” ha richiesto a insegnanti israeliani e americani di origine ebraica di firmare una dichiarazione di dissociazione dalle azioni del governo israeliano per partecipare a un programma sull'educazione della prima infanzia. La delegazione di insegnanti ebrei americani ha rifiutato la richiesta, decidendo di rinunciare alla visita in città.

Il presidente della comunità ebraica di Milano, Meghnagi, ha criticato la richiesta, definendola “metodi da Terzo Reich” e ha chiesto le dimissioni dell'amministrazione comunale. In risposta, il sindaco di Reggio Emilia, Massari, ha affermato che “l'antisemitismo non è la nostra storia” e ha espresso l'intenzione di chiarire l'equivoco. Anche Fratelli d'Italia ha preso posizione, denunciando la questione come una grave forma di discriminazione razziale.

La richiesta di “Reggio Children” era motivata dalle preoccupazioni emerse in città riguardo alla situazione in Medio Oriente e si ricollegava a una Carta per un'educazione democratica e partecipata, che promuove la difesa dei diritti umani e il ripudio della guerra. La presidente di “Reggio Children”, Maddalena Tedeschi, ha spiegato che la referente del network aveva garantito la partecipazione e che era stato chiesto a ciascun partecipante un impegno personale contro la violenza e la guerra. Tuttavia, Meghnagi ha sottolineato che la richiesta rivolta agli insegnanti in quanto ebrei assumeva un carattere discriminatorio, richiamando alla memoria le pratiche della propaganda nazista.

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