Rapporto Gimbe sul 2024: migliora la Sanità siciliana, tranne la prevenzione

La sanità in Sicilia mostra segnali di miglioramento, ma l'isola continua a trovarsi tra le regioni con maggiori difficoltà nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Questo è quanto emerge dal nono Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, che assegna alla Sicilia 196 punti su 300 nella classifica generale. La regione si colloca al diciannovesimo posto su ventuno, superando solo il Molise e la Calabria, rispettivamente con 192 e 189 punti. Al contrario, il Veneto guida la classifica con 288 punti, seguito dall'Emilia-Romagna e dalla Toscana.
Nonostante il punteggio siciliano rappresenti un miglioramento di 23 punti rispetto al 2023, questo non è sufficiente per superare la verifica ufficiale dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Infatti, nel 2024, la Sicilia, insieme a Calabria e Provincia autonoma di Bolzano, è risultata inadempiente. L'inadempienza siciliana riguarda esclusivamente l'ambito della prevenzione, dove ha ottenuto solo 49 punti, ben al di sotto dei 60 richiesti per essere considerata adempiente. Tuttavia, nelle altre due aree, l'assistenza distrettuale e quella ospedaliera, la Sicilia ha superato la soglia minima con 73 e 74 punti rispettivamente.
Il rapporto nazionale evidenzia un miglioramento generale, con il numero di regioni adempienti che è passato da 13 a 18. Tuttavia, GIMBE sottolinea che il superamento della soglia minima non riflette necessariamente la qualità dell'assistenza o l'accesso alle cure per i cittadini. Pertanto, per la Sicilia, il progresso registrato rimane parziale, con la prevenzione che continua a rappresentare un punto critico.
