Processo Berlusconi, Cedu: il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo

Processo Berlusconi, Cedu: il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo

La Corte europea dei diritti umani ha dichiarato che il processo per frode fiscale legato ai diritti tv di Mediaset è stato equo. Silvio Berlusconi aveva presentato ricorso contro l'Italia il 28 dicembre 2013, e dopo la sua morte, gli eredi hanno proseguito la causa.

Nella sentenza, la Corte ha esaminato l'imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione, definendo il ricorso "manifestamente infondato". Berlusconi era stato condannato per concorso in dichiarazioni fiscali fraudolente, con una pena iniziale di quattro anni, ridotta a uno per indulto. La Cassazione aveva confermato la condanna il 1 agosto 2013, portando all'interdizione dai pubblici uffici e alla decadenza da senatore.

La Corte ha ritenuto che non vi fosse pregiudizio né dubbi sull'imparzialità del collegio, nonostante un'intervista del giudice Antonio Esposito a Il Mattino, che secondo il ricorrente avrebbe potuto influenzare i colleghi. La Corte ha sottolineato che le dichiarazioni di Esposito erano avvenute dopo la decisione definitiva e non contenevano riferimenti specifici al caso.

Inoltre, la Corte ha considerato insufficienti le prove riguardanti presunti commenti ostili di Esposito e ha ritenuto che le osservazioni di un altro giudice non dimostrassero una mancanza di imparzialità. Infine, la rapidità del procedimento non è stata vista come un indicatore di pregiudizio. La Corte ha respinto le altre doglianze di Berlusconi come infondate o tardive.

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