Processo Baiardo, Brusca: “Volevamo dare la colpa delle stragi alla sinistra per aiutare Berlusconi”

Processo Baiardo, Brusca: "Volevamo dare la colpa delle stragi alla sinistra per aiutare Berlusconi"

Durante il processo in corso a Firenze contro Salvatore Baiardo, Giovanni Brusca ha rivelato dettagli inquietanti sui rapporti tra Cosa Nostra e la politica italiana negli anni '90. Brusca ha dichiarato che, dopo gli attentati mafiosi del 1992 e 1993, i boss discutevano di utilizzare le stragi come strumento politico per attribuirne la responsabilità alla sinistra, con l'intento di favorire l'ascesa di Silvio Berlusconi.

Brusca ha raccontato che per avvicinare Berlusconi era stato contattato Vittorio Mangano, il quale avrebbe riferito di aver avuto un contatto con il leader di Forza Italia, ricevendo un ringraziamento e la promessa di un aiuto futuro. Tuttavia, Brusca ha anche menzionato di aver inviato a Berlusconi una minaccia velata, avvisandolo che, in caso di mancato supporto, avrebbero potuto compiere ulteriori attentati.

In merito ai rapporti economici di Berlusconi, Brusca ha affermato di non avere informazioni dirette, ma ha accennato a discorsi generali tra i boss riguardo a investimenti del politico. Ha anche sostenuto che Berlusconi, attraverso le sue attività, avrebbe pagato il pizzo, senza però fornire dettagli specifici.

Brusca ha parlato di un progetto politico chiamato "Sicilia Libera", a cui inizialmente aderì, ma si ritirò dopo aver ricevuto notizie negative. Inoltre, ha rivelato che durante un incontro a poker, Matteo Messina Denaro avrebbe riferito di aver visto Berlusconi indossare un orologio dal valore di 500 milioni di lire, un dettaglio che ha suscitato l'interesse degli inquirenti nel ricostruire i legami tra Berlusconi e i boss mafiosi.

Infine, Brusca ha accennato alla latitanza dei fratelli Graviano al nord, confermando che Messina Denaro era stato ospite di questi e che si divertivano in quella zona.

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