Lorena, l’ultimo saluto a Squinzano. La bara bianca, il dolore dei genitori: “Non dimenticatela”

Questa mattina, il feretro di Lorena Isceri, 45enne originaria del Salento uccisa dall'ex compagno Federico Vella, è arrivato a Squinzano, in provincia di Lecce. La bara bianca è stata accolta davanti alla chiesa Maria Regina, dove Lorena era stata battezzata, da familiari e amici. Il padre Franco ha baciato la bara in lacrime, mentre la madre Antonietta stringeva un orsacchiotto bianco appartenuto a Lorena fin da bambina.
La camera ardente, allestita nella chiesa, è stata inizialmente chiusa alla stampa per permettere alla famiglia di vivere in raccoglimento il momento. I funerali si svolgeranno alle 17, con la comunità di Squinzano che si riunirà per dare l'ultimo saluto a Lorena. Il Comune ha disposto un lutto cittadino, con bandiere a mezz'asta e la sospensione delle attività commerciali durante le esequie. Inoltre, per tutto settembre, alcuni edifici pubblici saranno illuminati di rosso in sua memoria.
Lorena, che viveva a Firenze, era tornata in Puglia per trascorrere del tempo con la famiglia. Venerdì è prevista una fiaccolata contro la violenza sulle donne, un momento di riflessione collettiva. Anche a Firenze si svolgerà un'iniziativa in suo ricordo.
L'autopsia ha rivelato che Lorena era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto dell'A1. Gli investigatori stanno indagando sulla premeditazione del delitto, avvenuto dopo che Vella l'aveva attesa sotto casa. La dinamica dell'omicidio, che ha portato anche al suicidio di Vella, è oggetto di un'inchiesta aperta per omicidio volontario. La famiglia di Lorena ha chiesto interventi concreti contro la violenza di genere, rivolgendosi anche alle istituzioni.
