Peste polmonare, i sintomi, il contagio le cure: tutto quello che c’è da sapere

Una donna è deceduta nella regione di Irkutsk, in Siberia orientale, a causa della peste polmonare, una delle forme più gravi e contagiose della malattia causata dal batterio Yersinia pestis. Circa 200 persone che sono state in contatto con la vittima sono state messe in quarantena. La peste polmonare può manifestarsi attraverso l'inalazione diretta del batterio o come complicazione di una peste bubbonica non trattata.
Il contagio avviene principalmente tramite punture di pulci infette, contatto con tessuti o fluidi di animali infetti, e attraverso la via respiratoria, con goccioline emesse da un malato. È importante notare che il contagio richiede un contatto ravvicinato e prolungato con una persona sintomatica, rendendo efficaci le quarantene mirate.
I sintomi iniziali includono febbre alta, brividi, mal di testa e debolezza, seguiti da polmonite con respiro corto e tosse, che può diventare produttiva con espettorato sanguinolento. Senza trattamento, la malattia può portare alla morte in 18-24 ore, con una letalità vicina al 100% senza terapia.
La peste è curabile con antibiotici se trattata tempestivamente, idealmente entro le prime 24 ore dall'insorgenza dei sintomi. I farmaci comunemente utilizzati includono streptomicina, gentamicina e doxiciclina. Se curata in tempo, la mortalità scende a circa il 10%. I contatti stretti della persona infetta ricevono profilassi antibiotica.
Attualmente, la peste è endemica in alcune zone rurali del mondo, come Madagascar, Repubblica Democratica del Congo, Perù e alcune aree degli Stati Uniti. In Europa, il rischio è praticamente nullo, e il caso in Siberia sottolinea l'importanza della biosicurezza nei laboratori che trattano patogeni pericolosi.
