Orélien ammette i plagi, ma dice: “Nessuna frase del mio romanzo è stata creata da AI”

Thélyson Orélien ha risposto alle accuse di plagio che hanno colpito il suo romanzo "C'était ça ou mourir", dichiarando che nessuna frase dell'opera è stata scritta da un'intelligenza artificiale. In una dichiarazione rilasciata all'Agence France-Presse, l'autore ha negato di aver utilizzato strumenti automatici per la scrittura, pur ammettendo di aver commesso "errori inaccettabili" copiando testi di altri autori e chiedendo scusa per questo.
La polemica è emersa a settembre, quando il libro, già vincitore del Prix du roman Fnac e candidato al Goncourt, è stato accusato di plagio, con segnalazioni riguardanti testi pubblicati in Canada oltre dieci anni fa. Il quotidiano canadese La Presse ha rivelato che un articolo di Orélien del 2013 è una "traduzione leggermente rimaneggiata" di un articolo apparso su un giornale filippino.
La questione ha suscitato un acceso dibattito nel mondo editoriale francese, iniziato da un'accusa anonima su X, che ha generato un notevole clamore. Orélien ha difeso la sua integrità artistica, affermando di aver sempre amato la scrittura e di non vedere motivo per ricorrere a una macchina. Ha anche annunciato la creazione di un dossier con i suoi editori per dimostrare di aver scritto il libro personalmente. L'editore Grasset ha espresso il proprio sostegno all'autore, condannando le affermazioni diffamatorie che hanno colpito il suo lavoro.
