Onu: “Israele rilasci gli attivisti della Flotilla”. Morta la madre di Avila mentre lui è detenuto

L’Onu ha richiesto il rilascio immediato dei due attivisti della Flotilla, sequestrati a largo delle coste di Creta nella notte tra il 28 e il 29 aprile. La notizia arriva in un momento drammatico, poiché si è appreso della morte di Teresa Regina de Ávila e Silva, madre di Thiago Avila, uno dei due uomini detenuti in Israele. La donna, 63 anni, è deceduta a Brasilia dopo aver combattuto una grave malattia. La famiglia di Thiago ha espresso urgenza per la sua liberazione affinché possa partecipare ai funerali.

Avila è in carcere da quando la Marina militare israeliana ha abbordato le barche della Global Sumud Flotilla, sostenendo che la missione umanitaria rappresentasse una minaccia per la sicurezza dello Stato di Israele, con presunti legami con Hamas. Dei 270 attivisti inizialmente coinvolti, solo Avila e lo spagnolo di origine palestinese Saif Abukeshek rimangono detenuti. Il tribunale ha prorogato la loro detenzione cautelare fino all’11 maggio, basandosi su “elementi di prova segreti” non mostrati né agli attivisti né ai loro legali. Gli avvocati dell’ong Adalah hanno denunciato la mancanza di accuse formali e la detenzione avvenuta al di fuori della giurisdizione israeliana.

La Global Sumud Flotilla ha denunciato le condizioni di detenzione, affermando che i due attivisti sono tenuti in isolamento e subiscono maltrattamenti. Il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha sottolineato che non è un crimine tentare di portare aiuti a Gaza e ha chiesto la fine della detenzione arbitraria e del blocco di Gaza, evidenziando la necessità di facilitare l’ingresso di aiuti umanitari.

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