Ondate di calore, l’ONU: “Un brutale richiamo alla crisi climatica”
In questi giorni, l’Europa occidentale e l’Italia stanno affrontando temperature eccezionali, tipiche di luglio o agosto, con preoccupazioni crescenti riguardo ai cambiamenti climatici. Simon Stiell, responsabile ONU per il clima, ha descritto questa situazione come “un brutale richiamo sulle conseguenze della crisi climatica”, attribuendo la responsabilità alla dipendenza globale dai combustibili fossili e alla deforestazione. Stiell ha sottolineato che il cambiamento climatico di origine umana sta rendendo queste ondate di calore più frequenti e intense, con altre regioni del mondo, come l’India, che stanno subendo temperature estreme.
In Europa, il Regno Unito ha registrato il giorno più caldo di maggio con 35,1 gradi a Londra, mentre la Francia ha superato i 39 gradi in alcune aree, portando allerta arancione in 17 dipartimenti, inclusa Parigi. Anche Spagna e Irlanda hanno visto temperature superiori alle medie stagionali.
Gli esperti spiegano che queste ondate di calore primaverili sono causate da un sistema di alta pressione che intrappola il caldo, con masse d’aria provenienti dal Nord Africa. In Italia, le anomalie termiche si attestano tra i 10 e i 14 gradi sopra la media, con il Climate Shift Index che ha raggiunto il livello massimo, indicando eventi che sarebbero molto meno probabili senza il riscaldamento globale.
Le associazioni ambientaliste, come Greenpeace Italia, hanno sollevato preoccupazioni per i rischi per la salute delle persone più vulnerabili e hanno criticato la gestione energetica del governo. In una lettera congiunta alla premier Giorgia Meloni, hanno chiesto di tassare i profitti delle aziende di combustibili fossili e di utilizzare tali risorse per finanziare la transizione energetica, ritenuta essenziale per affrontare la crisi climatica.
