Ocse: stime al rialzo per l’Italia, frena Pil mondiale. Crescita legata a risoluzione del conflitto

L'Ocse ha aggiornato le previsioni sul Pil italiano, stimando una crescita dello 0,9% nel 2026, rispetto allo 0,5% previsto per il 2025. Tuttavia, nel 2027 si prevede una contrazione dello 0,6%. Queste stime sono state riviste rispetto al precedente Outlook di giugno, quando si prevedeva una crescita dello 0,5% per il 2026.
A livello globale, il Pil è atteso in crescita del 2,9% nel 2026 e del 3% nel 2027, in calo rispetto al 3,4% del 2025. L'Ocse sottolinea che le prospettive economiche mondiali sono fortemente influenzate dalla necessità di una soluzione duratura al conflitto in Medio Oriente, che ha portato a un aumento dei prezzi dell'energia e a pressioni sui costi aziendali.
Negli Stati Uniti, la crescita annuale dovrebbe attestarsi al 2,2% nel 2026 e al 2,1% nel 2027, mentre per l'eurozona si prevede un incremento dell'1,0% per entrambi gli anni. In Cina, invece, la crescita è attesa in calo al 4,5% nel 2026 e al 4,2% nel 2027.
Il segretario generale dell'Ocse, Mathias Cormann, ha avvertito che, sebbene la crescita globale abbia superato le aspettative, le riserve che hanno attutito lo shock energetico si stanno esaurendo. Ha inoltre sottolineato l'importanza di indirizzare gli aiuti verso i più bisognosi e di promuovere una crescita sostenibile a lungo termine.
Stefano Scarpetta, capoeconomista dell'Ocse, ha evidenziato la resilienza dell'economia italiana, invitando il Paese a proseguire con le riforme strutturali per sostenere la produttività e la crescita economica. Ha notato che il buon andamento del secondo trimestre e la revisione al rialzo del primo trimestre indicano una crescita più forte del previsto, sostenuta dai consumi e dagli investimenti, in particolare quelli legati al Pnrr. Tuttavia, ha avvertito che la conclusione del Pnrr a fine 2026 potrebbe ridurre i motori di crescita, rendendo necessarie ulteriori riforme.
