Nuovo rinvio tra nodi tecnici e scontro sulle nomine: la Lega fa il pieno, insorgono le opposizioni

Il varo del decreto Bollette è nuovamente slittato, nonostante l'intenzione del governo di introdurre un tetto al prezzo del gas per contenere i costi di luce e gas per famiglie e imprese. A una settimana dal primo rinvio, il Consiglio dei ministri non ha risolto le questioni rimaste aperte. L'obiettivo è di chiudere la questione lunedì, ma permangono incertezze tecniche e politiche.
Il rinvio è stato giustificato da Palazzo Chigi con la necessità di ulteriori interlocuzioni con l'Unione Europea e verifiche da parte del Ministero dell'Economia. Durante la seduta, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha presentato un meccanismo che prevede un price cap sul gas utilizzato per la produzione di energia elettrica, con rimborsi ai produttori per coprire il differenziale rispetto ai valori di mercato.
Tuttavia, il decreto ha suscitato tensioni nel settore industriale, con Elettricità Futura che ha contestato sia il tetto al gas sia un contributo straordinario richiesto al settore energetico. In questo contesto, il governo ha accelerato sulle nomine istituzionali, assegnando due posizioni chiave a esponenti della Lega. Le designazioni hanno suscitato forti reazioni dalle opposizioni, che denunciano una lottizzazione delle istituzioni.
Inoltre, il governo ha formalizzato l'impugnativa contro una legge regionale del Veneto sul fine vita, mentre il ministro della Difesa ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina. L'esecutivo punta a licenziare il testo sulle bollette e il decreto Infrastrutture nella riunione di lunedì, cercando di superare le tensioni interne e i rilievi tecnici.
