Novelli: “Guardare il cervello senza aprirlo ma accendendo la luce, questa è l’optogenetica”

Il premio Nobel 2026 per la Medicina è stato conferito a Karl Deisseroth, Edvard I. Hegemann e Gero Miesenböck, pionieri dell'optogenetica. Questi scienziati hanno sviluppato una disciplina innovativa che unisce genetica e ottica, permettendo di studiare il comportamento delle cellule in modo non invasivo.
Il professor Giuseppe Novelli, direttore del dipartimento di Genetica all'Università di Tor Vergata, ha commentato l'importanza delle scoperte dei vincitori del Nobel. Secondo Novelli, la loro ricerca ha rivoluzionato il campo delle neuroscienze, consentendo di "guardare il cervello senza aprirlo", grazie all'uso della luce per attivare o disattivare specifiche cellule nervose. Questo approccio ha aperto nuove strade per la comprensione dei processi cerebrali e delle malattie neurologiche, offrendo strumenti innovativi per la ricerca e potenziali applicazioni terapeutiche.
