“Non ho mai visto una persona lavorare così tanto come Anna Politkovskaja”

“Non ho mai visto una persona lavorare così tanto come Anna Politkovskaja”

Il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja fu assassinata a Mosca, colpita da proiettili nell'ascensore del suo palazzo. Giornalista di spicco, era nota per le sue inchieste sulla guerra in Cecenia, che la resero una voce scomoda nel panorama mediatico russo. Cinque esecutori ceceni furono condannati per il suo omicidio, spesso interpretato come un "regalo" a Vladimir Putin in occasione del suo compleanno. Al momento della sua morte, Politkovskaja stava indagando sui crimini delle milizie paramilitari alleate con Ramzan Kadyrov, il quale continua a governare la Cecenia con il supporto del Cremlino.

A distanza di vent'anni, il regime di Putin continua a reprimere il giornalismo indipendente. In un'intervista con Ilario Piagnerelli per World24, Elena Kostyuchenko, collega di Politkovskaja e sua erede, ha condiviso la sua esperienza. Attualmente costretta a vivere all'estero per motivi di sicurezza, Kostyuchenko collabora con la testata online indipendente Meduza.

"Anna Politkovskaja veniva in redazione solo per lavorare e davanti al suo ufficio c'era sempre una coda di persone che volevano raccontarle le loro storie. Lavorava moltissimo. Non ho mai visto una persona lavorare così tanto. In ogni edizione del giornale c'erano due o tre suoi articoli", ha dichiarato Kostyuchenko, sottolineando l'impegno e la dedizione della giornalista scomparsa.

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