Niscemi, il Procuratore di Gela: “Nulla è stato fatto dopo la frana del 1997”
A quasi trent’anni dalla frana di Niscemi del 1997, il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, ha dichiarato che non sono stati realizzati gli interventi necessari per garantire la sicurezza del territorio. Vella sta coordinando un’indagine sulla frana che, lo scorso gennaio, ha distrutto un’intera area del centro storico.
Il procuratore ha sottolineato l’impegno della procura, che sta analizzando documenti e dati tecnici in collaborazione con le forze di polizia e consulenti. Attualmente, non ci sono nomi di indagati nel fascicolo aperto dal “pool frana”. Vella ha espresso ottimismo riguardo a sviluppi futuri, evidenziando che sono state condotte numerose audizioni con tecnici e funzionari.
L’indagine si concentra su diversi aspetti. In primo luogo, si esamina il mancato completamento delle opere previste dopo la frana del 1997, finanziate con 12 miliardi di lire, poi convertiti in 12 milioni di euro, nonostante un finanziamento regionale ancora disponibile. Inoltre, si analizzano gli interventi di messa in sicurezza di un territorio già identificato come ad elevato rischio, che non sono stati attuati.
Un altro punto critico riguarda la gestione delle acque reflue e bianche, che risulta carente e potrebbe aver contribuito alla frana. Infine, Vella ha evidenziato la necessità di interventi di urbanizzazione nella cosiddetta “fascia rossa”, dove non avrebbero dovuto esserci abitazioni, ma che non sono stati realizzati. Nel 1997, la commissione della Protezione civile nazionale aveva già accertato un elevato rischio per l’area, indicando le opere necessarie.
